Come si formano i denti?
Nello sviluppo del feto, l’apparato dentario appare precocemente tra le formazioni dei primi organi vitali di un futuro individuo. La calcificazione dei denti decidui comincia verso il V° mese di vita intrauterina, quello dei denti permanenti tra il 1° e 2° anno dalla nascita. La parte del dente che si forma prima è la corona, in seguito la radice. Questo per spiegare che tale precoce differenziazione dentale, rende questo elemento partecipe, sin dall’inizio, dei momenti patologici che possono interessare la madre e lo stesso nascituro.

Perché alcune persone hanno denti più resistenti alla carie?
Se il dente resisterà alla carie dipenderà da quanto si sia mineralizzato, e da quanto le sostanze necessarie a ciò siano presenti nella circolazione sanguigna materna. Quindi la madre, equilibrando adeguatamente, nel suo torrente circolatorio, le necessarie vitamine, il calcio e il fosforo, contribuisce ad una positiva mineralizzazione.
La gestante dovrà porre attenzione ad alcuni fattori:
-gli antibiotici, composti da tetracicline, che sono causa di alterazioni del colore dello smalto, pertanto se ne sconsiglia l’uso in fase di gestazione;
- il contrarre una malattia da virus o altro germe infettivo, tra il V° e il IX° mese di gravidanza, può alterare il delicato equilibrio di sali di calcio e fosforo nel circolo sanguigno della gestante; ciò interferisce con la struttura del dente in formazione nel feto.
Nonostante il fluoro sia di grande aiuto al dente in via di sviluppo, non molto di questo passa attraverso la placenta, pertanto sarà necessario integrarlo, attraverso la gestante, con assunzione giornaliera di compresse di fluoro.
Il dente risulta essere formato da due strati:
- uno strato esterno, fortemente mineralizzato, lo “SMALTO”, composto per gran parte da sali inorganici. Pertanto, lo smalto quanto più è mineralizzato tanto più sarà elevata la resistenza del dente alla carie:
- interna allo strato di smalto c’è la “DENTINA”, meno calcificata, composta in gran parte da materia organica, favorisce lo scambio biologico tra dente ed organismo e trasmette la sensibilità ai diversi stimoli.

Qual è la causa principale della carie?
la carie colpisce, in Italia, il 90% della popolazione. Questa si è diffusa con la civilizzazione: infatti masticando cibi più grossolani e duri aumenta il principio di autodetersione dei denti, rinforzando così i tessuti di sostegno; al contrario, l’uso di cibi più raffinati diffonde il processo distruttivo della carie e il diffondersi di malattie gengivali.
Responsabili della carie sono i batteri, circa 80 varietà. Questi si annidano in una pellicola appiccicosa chiamata PLACCA. Essa si forma di continuo nell’arco della giornata e della notte. Ecco l’importanza di rimuovere la placca sia con mezzi tradizionali, spazzolino, sia con l’intervento periodico dell’odontoiatra, in particolar modo dell’igienista dentale.

Quali sono le conseguenze della placca sui denti?
La placca se lasciata indisturbata sulla superficie del dente, col tempo, si insinua nel colletto poi lungo la radice del dente trasformandosi in tartaro. Questo processo può peggiorare raggiungendo i tessuti di sostegno del dente causando, talvolta, la caduta dello stesso, “PARODONTITE” o “MALATTIA PARODONTALE”.
Il punto scuro che compare sulla superficie del dente può essere un segno precoce di carie. In quel punto gli acidi stanno sciogliendo la superficie smaltea del dente, fatto questo si produce un foro “LA CARIE”, poi raggiunge la sottostante e più morbida dentina acquistando sempre più maggiore velocità distruttiva.
Ma la placca può essere controllata interrompendone la formazione almeno una volta ogni 24 ore con l’igiene orale, con lo spazzolamento, con l’uso del filo interdentale e dei dentifrici.

Quali sono i requisiti di un buon dentifricio?
I requisiti richiesti ad un buon dentifricio sono:
-un sapore gradevole;
-di non provocare irritazioni alle mucose;
- il pH (grado di acidità) stabile intorno al coefficiente 7;
- di non recare danni all’organismo sia localmente che dopo uso prolungato di uno stesso prodotto;
- che abbia una buona azione antisettica
- che siano contenute sostanze medicamentose quali enzimi e fluoro.

Quali sono i componenti fondamentali di un buon dentifricio?
I componenti base di una pasta dentifricia sono:
- abrasivi (20-40% della composizione), se presenti in eccessiva quantità provocano abrasioni allo smalto, ma di contro una carenza determina la formazione di una pellicola bruna sulla superficie dentaria, di fatto una giusta quantità aiuta a rimuovere la placca.
- Tensioattivi (1-2% della composizione) sono detersivi sintetici, hanno il compito di asportare facilmente la placca col risciacquo. L’eccesso di questi componenti può danneggiare la gengiva specialmente nelle paste dove ancora si usa il sapone di Marsiglia.
- Modificatori di sapore (1-5%) sono olii essenziali che si aggiungono alla composizione e rappresentano, il movente psicologico a lavarsi i denti. Per gli adulti il più usato è il mentolo; per i bambini vengono impiegate essenze al gusto di fragola e lampone.
- Farmaci (1-3% della composizione) sono numerosi e vengono aggiunti nell’intento di ottenere risultati terapeutici o preventivi sulle diverse affezioni del cavo orale.

A cosa serve il fluoro?
La fluorazione è il metodo più efficace ed economico di rafforzamento del dente contro la carie. Il fluoro si usa sia nelle reti idriche che nelle applicazioni topiche ma ne assimiliamo un po’ anche con l’alimentazione.
Il fluoro oltre che con l’acqua si può somministrare ai piccoli pazienti con dosi giornaliere in compresse.
Il fluoro produce un’azione di antagonismo alla formazione della cuticola della placca.
Concludendo si può affermare che le applicazioni di fluoro, nelle età scolari, riducono le carie di circa 30%. E’ un livello inferiore a quello ottenibile con la fluroprofilassi per via generale ma i due metodi possono essere associati ampliando quindi di molto i risultati positivi ed è auspicabile che si impieghino sempre di più questi tipi di prevenzione.

Come prevenire le carie nei bambini?
Da ricerche statistiche sulla popolazione infantile è risultato che i primi molari permanenti (i sesti) risultavano i più colpiti dalla carie.
Dopo approfonditi studi ed un’ampia sperimentazione si è visto che nei bambini i denti permanenti, specialmente i molari, sono caratterizzati da solchi nella cui parte più profonda non è presente lo smalto.
Per salvaguardare i molari da carie precoci si sono adottati pertanto due metodi principali: la FLUORIZZAZIONE e la SIGILLATURA DEI SOLCHI.
Per FLUORIZZAZIONE si intende un applicazione topica di fluoro in forma di gel assolutamente gradita ai più piccoli, perché non invasiva e dal sapore gradevole.
Per SIGILLATURA DEI SOLCHI si intende l’applicazione di un sigillante nella parte più interna dei solchi e delle fessure. I più moderni sigillanti rilasciano lentamente il fluoro in modo che sia presente nel cavo orale il più a lungo possibile.
Come molti studi hanno dimostrato, è di fondamentale importanza avere nel cavo orale presenza di fluoro, in quanto esso rende lo smalto dei denti più resistente alla carie.

Cosa è lo sbiancamento dei denti?
Esistono discromie (differenze di colori tra un dente e l’altro) imputabili a tartaro, bevande colorate, fumo, batteri, farmaci ecc. Per risolvere questo spiacevole problema estetico, si utilizza la tecnica dello sbiancamento.
Lo sbiancamento dentale attualmente si divide in due grandi tipologie di trattamento: lo sbiancamento domiciliare e lo sbiancamento professionale.
Alcune discromie si risolvono con una sola seduta di igiene orale professionale, per tutti quei pazienti desiderosi di avere una dentatura più bianca e luminosa.
Per le discromie endogene (ovvero dei tessuti interni del dente) si usano prodotti professionali a base di perossido di idrogeno a differenti concentrazioni, che agiscono attraverso una reazione chimica più profonda: il risultato sarà ancora una tonalità di colore più chiara ed una luminosità più spiccata.
Lo sbiancamento professionale dura un paio di anni, compatibilmente con le abitudini dei pazienti (fumo, caffè, bevande colorate ecc.).

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